Leonardo Petrucci

I 26 anni di esperienza formativa mi hanno aiutato a pensare che la vera formazione è assumersi la responsabilità da parte del docente, di trasmettere ai partecipanti apprendimento, coinvolgimento in prima persona e da protagonista, che comportino scelte di strategie, di strumenti e di atteggiamenti che portino a modificazioni dei propri comportamenti e i processi di comprensione.
Tutto ciò si ottiene se sono coinvolte 3 funzioni “emozionale, sociale e razionale“.
La formazione la vedo come una attività programmata e verificabile, finalizzata a favorire l’apprendimento di conoscenze e competenze dei singoli. L’apprendimento dipende dal contesto in cui lo si vive e dagli stimoli della motivazione che si sviluppa attraverso l’esperienza concreta.

Come dice J.S. Bruner, imparare ad essere uno scienziato non è la stessa cosa che imparare la scienza: è imparare una cultura con tutto il contorno non razionale del fare significato che l’accompagna.

Ritengo che ogni modello è legato ad una scuola di pensiero.
La formazione che desidero è quella di riempire la mente di esperienze di seguito plasmate. Ecco perché, poco condivido interventi formativi svolti in una sola giornata. E’ come assistere ad uno spettacolo teatrale o un concerto che ha soddisfatto la mente emozionale, ma non la mente dell’esperienza. Ritengo, che ricevere formazione, sia importante e non urgente, non è fatta soltanto sul “cosa fare” , ma soprattutto sul “come fare” che non è altro che la prova del susseguirsi intenzionale di prove ed errori.

Molti mi chiedono “quando una formazione si può ritenere efficace?”
Solo quando si assimilano e si integrano nuove conoscenze a quelle già possedute e si impara ad avere padronanza dei concetti e quindi si diventa competenti.
Apprendere, è seguire lo stesso percorso che ha fatto il formatore.